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La stilista Nada Nuovo racconta il suo intervento in questo progetto

Ritratti di donna: il défilé della rinascita

04 mar/24

Scopriamo il concept creativo di questa collezione studiata e dedicata a “modelle speciali”.
 

A raccontarci di più sul lavoro che sta facendo per allestire questa collezione è proprio la stilista Nada Nuovo.

Inizialmente la mia idea, avendo brevettato nel 1998 ancora studentessa l’abito trasformabile, era quella di realizzare dei modelli personalizzati proprio il giorno dell’evento. Dovendo vestire 15 “modelle” e avendo tempi stretti rispetto a quelli di una classica sfilata di moda, ho optato per realizzare degli abiti cuciti utilizzando le lenzuola degli ospedali.
Gli abiti saranno quindi in cotone e la collezione è ispirata alla “Primavera di Botticelli” che rappresenta la rinascita, la forza della donna.
La collezione prevede un abito diverso per ciascuna delle 15 modelle, vere opere di alta moda realizzati con le lenzuola degli ospedali.

Il messaggio di questo evento è far capire quanto per il benessere di una donna che affronta una patologia oncologica e un percorso di cura sia importante anche la possibilità di sentirsi di nuovo bella, anche attraverso la moda.

C’è tutto un aspetto anche di benessere spirituale che bisogna andare a coltivare, si tratta di un tema di fashion therapy, specializzazione che ho conseguito nel 2012.

La fashion therapy è il concetto di ritrovare l'autostima per creare l'immagine giusta di se stessi, facendo capire all'interlocutore che in verità non è l'abito “a farci belli”, ma le motivazioni profonde che risiedono nell'intimo, nell'anima della persona.
Solo facendo emergere questi aspetti, le persone che ci circondano potranno percepire e vedere questi valori.
Quindi si crea un vero e proprio percorso per la preparazione dell’abito, in cui si va a costruire l'immagine comprendendone le motivazioni (il perché) profondo e quando succede questo il disegno passa in secondo piano.
Capire meglio il nostro gusto per la moda ci aiuta anche a capire meglio chi siamo.
Il mio obiettivo, anche attraverso il lavoro di fashion therapy, è far star bene le persone, per questo da vent'anni studio anche psicologia, psicologia del colore e fisica quantistica. Quello che ho sempre desiderato è essere una stilista differente della moda tradizionale, che è molto egoistica. Io desidero che la moda abbia un valore differente e il valore lo dobbiamo dare noi, ma prima di tutto dobbiamo guidare le persone a dare in primis valore a se stesse, dopodiché a dare valore a quello che indossano.

 

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